Frutta secca ed essiccata

Quando facciamo la spesa, spesso facciamo l’errore di chiamare tutto ciò che non sia frutta fresca “frutta secca”. In realtà, dobbiamo fare una netta distinzione:

  • Per frutta secca, inteso come frutta in guscio o semi oleosi, sono quei frutti che in realtà sono semi (Ad esempio mandorle, noci, nocciole, ecc.) o legumi (Ad esempio gli arachidi), chiamati cosi perché forniti di oli, energia di riserva per la futura piantina;
  • Poi c’è la frutta (Polposa) essiccata o disidratata, che invece è sottoposta a diversi trattamenti di disidratazione, come l’essicazione naturale al sole, oppure in ambienti riscaldati artificialmente con aria calda tramite essiccatoi e forni.

Oltre alla essiccazione attraverso i processi descritti prima, la frutta può essere sottoposta anche a liofilizzazione, che permette l’eliminazione dell’acqua con il minimo deterioramento possibile della struttura e dei componenti della sostanza stessa. Il termine inglese (Freeze-drying), inquadra il tipo di processo, poiché si rifà non tanto alle fasi tecnologiche del procedimento, quanto alle caratteristiche del prodotto finale che risulta effettivamente liofilo (Cioè “amico” della solubilità),quindi particolarmente predisposto alla solubilizzazione (Esempio tipico il caffè solubile).

Inoltre, è possibile fare un’altra distinzione, in base ai valori nutrizionali:

  • Glucidica, ricca di zuccheri e povera di grassi, inteso come frutta secca disidratata (Esempio mele, albicocche, ananas, banane, ecc.), a volte lavorate anche con l’aggiunta di zuccheri, che incrementano i valori glucidici stessi del prodotto;
  • Lipidica, ricca di grassi e povera di zuccheri, inteso come semi oleosi e non (Esempio mandorle, noci, nocciole, pistacchi, noce di cocco, arachidi, ecc.).

La frutta secca è ricca di proteine e particolarmente energetica e rappresenta un alimento fondamentale nella dieta di vegetariani, vegani, crudisti e sportivi. Grazie alla ricchezza in fibre e all’ottimo contenuto di acidi grassi mono e polinsaturi, esercita un’azione protettiva nei confronti delle cosiddette malattie del benessere (Diabete, ipercolesterolemia ed obesità) e, consumata con una certa parsimonia, in sostituzione (E mai in aggiunta) ad altre fonti lipidiche meno salutari (Come i grassi animali).