Cosa coltiviamo - Biodiversità

Cedro

STORIA ED ETIMOLOGIA

Il cedro (Citrus medica) è un albero da frutto appartenente al genere Citrus (Rutacee). È ritenuta una delle tre specie di agrumi da cui derivano tutti i membri del genere oggi conosciuti, assieme al pomelo ed al mandarino. Il nome cedro, derivato dalla volgarizzazione del termine latino “citrus” è ambiguo, in quanto coincide con la traduzione di “cedrus”, nome dato alla conifera (I famosi “cedri del Libano” che fornirono il legno per tante imbarcazioni nel mondo antico), pertanto, in alcuni testi per l’agrume viene usato anche il termine “citro”. Secondo Plinio il Vecchio, il cedro è originario dell’Antica Persia (Asia Minore). È giunto in Europa in tempi remoti, come indicato dall’origine dei termini in Greco antico (“Kedros” o “kitrion”) e in Latino (“Citrus”), usati per indicare il cedro, entrambi derivanti dalla stessa radice appartenente alle “lingue mediterranee”. In Italia la conoscenza del cedro è molto antica e fu classificato da Plinio nella sua opera “Naturalis Historia” col nome di “mela assira”. Inizialmente il frutto era usato come repellente per gli insetti nocivi come le zanzare, in maniera analoga alla citronella, mentre il suo utilizzo come alimento fu diffuso solo due secoli più tardi. Attualmente questo frutto è coltivato soprattutto nell’area mediterranea (Specialmente Calabria e Sicilia), in Medio Oriente, India e Indonesia, ma anche in Australia, Brasile e negli USA. A Santa Maria del Cedro, paese della provincia di Cosenza che prende il nome proprio dal cedro, si festeggiano ogni anno il Cedro Festival (Agosto), la Festa della Raccolta del Cedro (Ottobre) ed il Cedro Etno Festival (Dicembre). Nella città di Forlì, la festa dedicata al Santo Pellegrino Laziosi (, il 1º maggio, è caratterizzata dalla tradizionale fiera del cedro. Anche a Bibbona (Livorno), nel giorno di Pasquetta, si tiene la festa del cedro, in ricordo dell’antica usanza locale di servirsi di questo frutto come dazio. Tradizionale il consumo di cedri affettati e leggermente salati durante il periodo della Festa di Sant’Agata, Patrona di Catania.

DESCRIZIONE

L’albero dei cedri ha un portamento arbustivo o di albero piccolo che raramente supera gli 8 metri di altezza. I rami sono spinosi e disposti in modo irregolare, mentre le foglie sono grandi e hanno margine dentellato, sono rossicce appena formate e poi man mano che crescono diventano verdi brillanti. Il cedro è una pianta rifiorente come il limone, e grazie a questa caratteristica genera vari cicli annuali di fruttificazione. Le fioriture più abbondanti avvengono comunque in primavera e in estate, e sono quelle che portano alle maggiori produzioni autunno-invernali. Il frutto è caratterizzato da forma ovale, di grandezza doppia rispetto al limone, scorza giallo acceso o verde chiaro, particolarmente spessa, di aspetto rugoso e globoso, con una leggera protuberanza al peduncolo e leggermente appuntito dalla parte opposta, con albedo particolarmente spesso (Strato interno bianco che separa la buccia dalla polpa) che ne costituisce circa il 70% del frutto.

PROPRIETÀ ED UTILIZZI

Il cedro è un concentrato di qualità nutrizionali e benefiche per l’organismo ed è una vera e propria miniera di sali minerali e vitamine, in particolare vitamina C. È ricco di flavonoidi, pertanto rientra tra gli alimenti antiossidanti. Ha proprietà digestive, germicide, disinfettanti, stimolanti e lassative.

COLTIVAZIONE

Coltivare il cedro richiede un terreno sabbioso, ricco di sostanze organiche e humus drenante, con PH leggermente acido. Le condizioni climatiche ideali per la coltivazione, in Italia, si ritrovano solo in Calabria e in Sicilia, in quanto il cedro è uno degli agrumi più esigenti riguardo la temperatura:

  • In inverno è richiesta una temperatura stabile tra i 12°-15°C;
  • In estate è richiesta una temperatura stabile tra i 23°-25°C;

Per quanto riguarda invece l’irrigazione, questa deve essere abbondante soprattutto durante le stagioni calde, mentre in inverno sarà necessaria solo in presenza di poche piogge, infatti, è importante che il terreno rimanga sempre umido. La concimatura è importante, specialmente durante gli anni in cui la pianta è produttiva, attraverso l’ausilio di concimi organici somministrati per via fogliare e al suolo. La raccolta dei frutti avviene prevalentemente a mano, con una shelf-life superiore di circa due settimane rispetto a tutti gli altri tipi di agrumi.