Cosa coltiviamo - Biodiversità

Mandarino

STORIA ED ETIMOLOGIA

Il mandarino (Citrus reticulata) è un albero da frutto appartenente al genere Citrus (Rutaceae). Il nome mandarino si può riferire tanto alla pianta, quanto al suo frutto. Deriva dalla Cina tropicale, ed è identico al nome dato agli antichi funzionari politici imperiali (E alla relativa famiglia di lingue) in quanto questi erano vestiti con un mantello arancione. La coltivazione del frutto arrivò in Europa soprattutto in Portogallo e in Spagna, dove cominciò a diffondersi intorno al XV secolo.

DESCRIZIONE

Il mandarino è un arbusto poco più alto di due metri, in alcune varietà fino a quattro metri. Le foglie sono piccole e profumatissime e il frutto è di forma sferoidale, un po’ appiattito all’attaccatura, di facile raccolta. La polpa è di colore arancio chiaro, costituita da spicchi facilmente separabili, molto succosa e dolce, entro la quale vi sono immersi numerosi semi. La buccia è di colore arancione, sottile e profumata, con un’albedo molto rarefatta e granulosa che consente una facile pelatura del frutto. È particolarmente semplice rimuovere la buccia con le mani, proprio in quanto scarsamente attaccata alla polpa. Ha un profumo agrodolce e aromatico come la clementina e gusto molto dolce.

PROPRIETÀ ED UTILIZZI

Il mandarino è molto ricco di vitamina C, ma contiene anche vitamine del gruppo B, vitamina A, vitamina P, acido folico e diversi minerali tra cui magnesio, potassio, calcio, ferro e antiossidanti. Inoltre, contiene il bromo, sostanza che favorisce il sonno e il rilassamento. È facilmente digeribile e, essendo ricco di fibre, aiuta il regolare funzionamento dell’intestino. È un buon alleato nella prevenzione delle malattie da raffreddamento e aiuta a proteggere capillari e ossa. I mandarini sono normalmente consumati come frutta fresca o lavorati nella produzione di marmellate e frutta candita. Dalla buccia si estrae un olio essenziale che è un liquido di colore giallo oro leggermente fluorescente.

COLTIVAZIONE

Per la coltivazione è necessario un clima mite, soleggiato e poco piovoso. È una pianta sensibile al clima e non tollera caldi e freddi intensi e teme i venti molto forti che possono danneggiare i fragili germogli. Correnti d’aria e sbalzi di temperatura possono portare alla caduta dei frutti. Il mandarino ha radici che si estendono in profondità nel terreno e perciò necessita di un terreno morbido e ben drenato. Le innaffiature devono essere costanti in ogni periodo dell’anno, soprattutto in estate, nei mesi più secchi e meno piovosi, e sporadicamente in inverno, facendo comunque attenzione a non distribuire eccessivamente acqua, per evitare ristagni che favoriscono marciumi radicali pericolosi per la pianta. Per quanto riguarda la concimazione bisogna utilizzare prodotti organici sia al suolo, sia per via fogliare, ripetuta periodicamente nel corso dell’anno.