Cosa coltiviamo - Biodiversità

Mandorla

STORIA ED ETIMOLOGIA

Il mandorlo (Prunus dulcis – Famiglia delle Rosaceae – Genere Prunus) è un albero da frutto, il cui seme è il frutto commestibile, la mandorla. Essendo appartenente alla famiglia delle Rosaceae, in agronomia, per fare riferimento a un insieme di alberi da frutto che producono come frutto una drupa (Ne fanno parte il pesco, il susino, l’albicocco, il mandorlo e il ciliegio), definito, appunto, come Drupacea. La drupa è un vero frutto il cui pericarpo è diviso in tre parti: esocarpo (Buccia, nel caso della mandorla sarebbe il mallo, la parte verde che viene rimossa subito dopo la raccolta), mesocarpo (Polpa, che per quanto riguarda la mandorla, sarebbe la parte compresa tra il mallo e il guscio, disponibile solo nel periodo di raccolta della mandorla fresca, quando ancora verde) in genere carnoso, endocarpo (Guscio, duro e legnoso, ma a volte semi duro o morbido, in base alla varietà), contenente il seme commestibile. Il mandorlo venne introdotto in Sicilia dai Fenici dalla Grecia (I romani lo chiamavano “noce greca”), dopodiché si diffuse in Francia, Spagna e quasi tutti i paesi del Mediterraneo. Il frutto del mandorlo selvatico (Mandorla amara) contiene glucoside amigdalina, che si trasforma nel mortale acido cianidrico, per il cui consumo, probabilmente, venivano arrostite per eliminarne la tossicità. Le mandorle domestiche (Mandorla dolce) non sono tossiche, infatti, si ritiene che una mutazione genetica abbia determinato la scomparsa del glucoside amigdalina grazie all’abilità di alcuni contadini a selezionare i frutti, probabilmente addomesticato perfino prima dell’invenzione dell’innesto (La pianta non si presta alla propagazione tramite pollone o talea). Si narra che i primi mandorli domestici appaiono nella prima parte dell’Età del bronzo (3000-2000 a.C.). Un esempio archeologico di mandorlo sono i frutti trovati nella tomba di Tutankamon in Egitto (Circa 1325 a.C.), probabilmente importati dal Levante. Il mandorlo è riverito in molte culture ed è citato molte volte nella Bibbia: tra l’altro il mandorlo è presente in Siria e Israele. Il nome ebreo, “agitato”, “scosso”, ne ricorda la forma di raccolta e significa anche “laborioso” o “vigilante”, dato che il mandorlo è uno dei primi alberi a fiorire in Israele, di solito all’inizio di febbraio, in coincidenza con una festività ebraica chiamata “Capodanno degli alberi”. Fin dall’antichità, il mandorlo è stato un simbolo di promessa per la sua precoce fioritura (Il termine “Prunus” si trova già citato da Plinio ed è probabilmente la latinizzazione della parola greca “proumne” che significa “susino”, mentre “Dulcis”, invece, significa “soave”, “piacevole”, in riferimento al bell’aspetto della pianta. Il Mandorlo è da sempre considerato simbolo della speranza e della rinascita per il fatto che è una delle prime piante a fiorire con l’arrivo della Primavera), che simboleggia l’improvvisa e rapida redenzione di Dio per il suo popolo, infatti, nella Bibbia il mandorlo è citato molte volte come uno dei “prodotti più scelti del paese”.   

DESCRIZIONE

Il mandorlo è un albero piccolo, caducifoglie e latifoglie, alto fino a 5-7 metri. Il mandorlo ha crescita lenta ed è molto longevo. Presenta le radici a fittone e fusto dapprima diritto e liscio e di colore grigio, successivamente contorto, screpolato e scuro, le foglie, lunghe fino a 12 centimetri, sono lanceolate e picciolate, mentre i fiori possono essere bianchi o leggermente rosati, con un diametro fino a 5 centimetri, con 5 sepali, 5 petali, 40 stami (Disposti su tre verticilli) e un pistillo con ovario semi-infero. I fiori sbocciano all’inizio della primavera, con una delle fioriture più precoci e dove il clima sia mite, anche tra gennaio e febbraio (In base alla varietà di mandorlo). Il frutto è una drupa contenente la mandorla, cioè il seme con guscio legnoso ricoperto da un mallo verde. Le mandorle si raccolgono in settembre-agosto a seconda delle cultivar.

PROPRIETÀ ED UTILIZZI

Consapevoli dei benefici che apportano le mandorle, si consiglia un’assunzione giornaliera di frutta secca (Circa 30 grammi) per allontanare numerose malattie, proteggere l’organismo e mantenerlo in salute. Le mandorle sono meno grasse, ma ugualmente ricche di ottime sostanze, considerate un alimento completo in quanto contengono vitamine dei gruppi B, E, proteine, calcio, ferro, magnesio, potassio, rame, fosforo, acidi grassi (Omega 3), fibre. Questi componenti sono responsabili delle proprietà delle mandorle, rendendolo un alimento non solo buono, ma anche sano, in quanto ricco di:

  • Proprietà antiossidanti (Soprattutto nella buccia scura, detta tegumento), grazie alla vitamina E ed agli acidi insaturi, che proteggono dallo stress ossidativo, responsabile dell’invecchiamento cellulare;
  • Proprietà lassative e benefiche per l’intestino, grazie alla presenza di fibre;
  • Proprietà benefiche per il sistema nervoso, grazie al magnesio che aiuta in caso di stress e stanchezza;
  • Proprietà antinfiammatorie, dovute agli acidi grassi “buoni” Omega-3;
  • Proprietà utili per il benessere delle ossa, grazie all’elevato contenuto di calcio;
  • Proprietà anticolesterolo e che favoriscono il benessere del cuore e della circolazione, tenendo bassi i trigliceridi, grazie alla presenza degli acidi grassi Omega-3;
  • Contrastano i radicali liberi, proteggono l’organismo, contribuendo a tenerlo lontano da malattie quali tumori, diabete o disturbi cardio-vascolari;

Le mandorle sono utilizzate in molte ricette dolci e salate, per la preparazione di primi piatti, come condimento, sotto forma di granella, farina, per la preparazione di creme e pesti, oppure consumate come snack, si possono trovare sia pelate che al naturale, sia dolci, sia amare. Il legno e i gusci di mandorle sono utilizzati come biomassa, ma anche per concimare o come pacciamatura.

COLTIVAZIONE

Il mandorlo è molto adatto al clima mediterraneo, resiste sia al caldo estivo, anche secco, sia alle basse temperature invernali. La sua fioritura, che è la più anticipata tra le drupacee, lo espone molto al rischio di gelate tardive, soprattutto al nord. In base al portinnesto a disposizione, di massima, il mandorlo si adatta a tutti i tipi di terreni, prediligendo, generalmente, suoli con un buon drenaggio, di medio impasto e ben dotati di sostanza organica. Le radici sono molto capaci di approfondirsi nel terreno e tollerare periodi di siccità di durata ragionevole. Riguardo l’impollinazione, possiamo trovare varietà auto-sterili, ragion per cui è importante disporre di varietà compatibili per ottimizzarne questo aspetto, e varietà auto-fertili, in grado di auto-impollinarsi. Su quest’ultimo aspetto, gioca un ruolo fondamentale la presenza degli insetti pronubi, grazie al quale si ha il vantaggio di poter ottimizzare l’allegagione, in modo da poter ottenere risultati quantitativamente soddisfacenti, pertanto, negli ultimi anni si sta diffondendo l’abitudine di inserire delle arnie in mezzo agli alberi, in modo da aumentare la presenza di tali insetti. Tradizionalmente il mandorlo non viene irrigato, ma con la disponibilità idrica si migliorano le produzioni, oltre a far fronte ai periodi siccitosi. Riguardo la concimazione, si distribuisce dello stallatico, e qualche manciata di farine di roccia, potassio, magnesio o della cenere di legna. Sono sempre utili anche i macerati diluiti di ortica o di equiseto, che stimolano anche le difese immunitarie della pianta, oltre a fertilizzare. Le distribuzioni principali si fanno alla ripresa vegetativa e anche a fine estate, quando le piante devono accumulare riserve per passare l’inverno. Nei primi anni di vita delle piante è utile praticare anche dei sovesci, in modo da arricchire il suolo di sostanza organica.