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Tarassaco

STORIA ED ETIMOLOGIA

Il taràssaco comune o tarassàco (Taraxacum officinale) è una pianta a fiore (Angiosperma) appartenente alla famiglia delle Asteracee. L’epiteto specifico, officinale, ne indica le virtù medicamentose, note fin dall’antichità e sfruttate con l’utilizzo delle sue radici e foglie. La pianta è chiamata anche “dente di leone” a causa della forma dentata delle foglioline, “soffione” per via della palla lanosa che contiene i semi. Il nome ufficiale Tarassaco proviene dal greco “tarakè”, ossia “scompiglio”, ed “àkos”, ossia “rimedio”, in quanto capace di rimettere in ordine l’organismo. Infine esiste un ultimo nome con cui il tarassaco è conosciuto, “piscialetto”, datogli per le sue proprietà diuretiche. In siciliano è chiamata con il nome volgare di “cardiḍḍa”.

DESCRIZIONE

È una pianta erbacea e perenne, di altezza 10-30 centimetri. Presenta una grossa radice a fittone dalla quale si sviluppa, a livello del suolo, una rosetta basale di foglie munite di gambi corti e sotterranei. Le foglie sono semplici, oblunghe, lanceolate e lobate, con margine dentato. Il fusto, che si evolve in seguito dalle foglie, è uno scapo cavo, glabro e lattiginoso, portante all’apice un’infiorescenza giallo-dorata, detta capolino, formato da due file di brattee membranose, piegate all’indietro e con funzione di calice, racchiudenti il ricettacolo, sul quale sono inseriti centinaia di fiorellini, detti “flosculi”. Ogni fiore è ermafrodita e di forma ligulata, cioè la corolla presenta una porzione inferiore tubolosa dalla quale si estende un prolungamento nastriforme (Ligula) composto dai petali. La fioritura avviene in primavera per la maggior parte in aprile-maggio ma si può prolungare fino all’autunno. L’impollinazione è di norma entomogama, ossia per il tramite di insetti pronubi, ma può avvenire anche grazie al vento (Anemogama). Da ogni fiore si sviluppa un achenio, frutto secco indeiscente, privo di endosperma e provvisto del caratteristico pappo: un ciuffo di peli bianchi, originatosi dal calice modificato che, agendo come un paracadute, agevola col vento la dispersione del seme, una volta staccatosi dal capolino.

 PROPRIETÀ ED UTILIZZI

Il tarassaco contiene varie sostanze bioattive e principi attivi variamente distribuiti tra radici e foglie. Queste ultime sono ricche di flavonoidi (Luteina), Vitamine (A, C), Potassio e alcuni sali minerali antiossidanti. Le radici, invece, contengono fruttosio e inulina, mentre la pianta è ricca di sostanze amare in grado di stimolare le funzioni della bile, facilitando e migliorando la digestione, aumentando la secrezione delle ghiandole dell’apparato digerente, e stimolando la produzione di saliva e succhi gastrici e pancreatici. I suoi flavonoidi agiscono a livello dei reni, aumentando la produzione di urine e facilitando l’eliminazione di liquidi in eccesso, tossine e sostanze di rifiuto. Il tarassaco è usato per preparare un’insalata primaverile, sia da solo che con altre verdure. Anche i petali dei fiori possono contribuire a dare sapore e colore a insalate miste. I boccioli sono apprezzabili se preparati sott’olio o sotto aceto, mentre i fiori si possono preparare in pastella e friggere. Le tenere rosette basali si possono consumare sia lessate e quindi condite con olio extravergine di oliva, sia saltate in padella con aglio. I fiori vengono inoltre utilizzati per la preparazione dello “sciroppo di tarassaco”, spesso erroneamente definite “miele di tarassaco”. Con le radici tostate si può preparare il caffè di tarassaco, un surrogato che mantiene in certa misura il gusto e le proprietà digestive, in modo simile al caffè d’orzo e al caffè di cicoria. È una pianta di rilevante interesse in apicoltura, che fornisce alle api sia polline sia nettare, se ne può ricavare un ottimo miele mono-florale, che cristallizza abbastanza velocemente.

COLTIVAZIONE

Il tarassaco cresce spontaneamente nelle zone di pianura fino a un’altitudine di 2000 metri. È una pianta tipica del clima temperato, prediligendo maggiormente un suolo sciolto e gli spazi aperti, soleggiati. In Italia cresce dovunque e lo si può trovare facilmente nei prati, nei terreni incolti, lungo i sentieri e ai bordi delle strade.